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Chi siamo | Sezione del Cai di Farindola

Chi siamo

La Sez. di Farindola del Club Alpino Italiano nasce nel 1973 per Iniziativa Del Prof. Mario M. Viola, grande appassionato di Montagna e già da allora impegnato nelle lotte in difesa dell’Ambiente.

L’associazione si segnala subito perla forte partecipazione e l’intensa attività svolta nei vari campi statutari. Vere pietre miliari della Sezione nei primi anni di vita sono:

– L’elaborazione di un documento/proposta per l’istituzione di un Parco Nazionale Sul Gran Sasso che avviene poi nel 1992,

– L’opposizione alla realizzazione dell’inutile strada pedemontana Rigopiano – Castelli,

– La catalogazione delle Grotte e degli Abissi dell’area Vestina, grazie all’attivo Gruppo Speleologico,

La proposta al Comune di Farindola, che recepisce e si dota di un provvedimento Legislativo per la salvaguardia della Flora e della Fauna nel suo Territorio; Primo Paese del Centro-Sud,

– La proposta e l’inserimento del Gran Sasso nell’Inventario Nazionale delle Aree Montane da Proteggere,

– Coinvolge con il locale Circolo di Legambiente il Consiglio D’Europa per la tutela dell’altopiano carsico del Voltigno, della faggeta di Valle Caterina e del Vallone D’Angora.

Gli anni ’80 sono comunque anni bui, Il Paese vive lo spettro dello spopolamento e dell’abbandono. Le forze giovani emigrano e viene così a mancare il ricambio generazionale. Si raggiunge il punto più basso nel numero di Associati; Circa 35 unità.

I primissimi anni ’90 segnano fortemente una rinascita della Sezione, legata essenzialmente a due fattori concomitanti che si chiamano: “Operazione Camoscio” e Gabriele Ciuffi.

Grazie ad un lascito di un Associato di Roma, la Sede Centrale del Club Alpino Italiano avvia d’intesa con l’Ente Parco Nazionale D’Abruzzo una grande operazione naturalistica. L’operazione Camoscio, si prefigge lo scopo di riportare questo splendido Animale sulle Montagne del Gran Sasso, là dove era scomparso 100 anni prima. Il Monte San Vito e Farindola, diventano i simboli di questo grande atto di riparazione dell’Uomo a favore della Natura. La Sezione Farindolese, con le altre Associazioni Locali diventa parte attiva ed integrante del vasto Movimento Popolare che porta alla costruzione dell’area Faunistica del Camoscio Appenninico in loc. Vitella D’Oro.

Gabriele Ciuffi arriva a Farindola nel 1989 sull’onda dell’exploit Alpinistico sullo Huascaran (M. Slm) nella Cordillera Blanca Peruviana. La passione per la Montagna e l’indubbio carisma personale di cui gode, ne fanno in breve, elemento trascinatore di Giovani che si avviano così alla pratica delle attività sportive di Montagna. Si effettuano allora, per sua iniziativa, i primi corsi di introduzione e perfezionamento allo Sci-Alpino, Alpinismo e Sci-Alpinismo. Nel Novembre del ’95 durante una esercitazione del Soccorso Alpino Abruzzese, mentre percorre una cresta del Monte Tremoggia, scivola e muore, sacrificando la sua giovane vita per l’altruismo e per la grande passione per la Montagna.

Nel Novembre dello stesso anno il suo sacrificio fu ricordato con una Medaglia D’oro per la Solidarietà Alpina consegnata alla Famiglia dall’allora Presidente della Camera Dei Deputati On. Sergio Violante. Per la stessa motivazione, nel decennale della scomparsa, il Comune di Farindola e l’Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga gli intitolano il Museo del Camoscio Appenninico presso la sede Scientifica del Parco di Farindola.

La Sezione vive un momento di forte sconforto ma reagisce alla tragedia, firmando nel corso degli anni successivi, progetti Sezionali di grande rilievo.

Guide, carte e sentieri dell’alta Valle del Tavo,

Rifugi e Capanne Sociali,

Falesie di Arrampicata in Valle D’Angri,

Il “Camminarmangiando”.

L’istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti Della Laga, arriva come una novità assoluta per il nostro Paese, ed evidenzia una ricerca di Cultura Ambientale tra i Giovani con relativi nuovi iscritti.

Gli ultimi anni ’90, ed i primi anni del 3° Millennio, vede la Sezione di Farindola, impegnata soprattutto nell’attività di riscoperta del Territorio e di sensibilizzazione dei Giovani verso le Tematiche Ambientali ed alle attività sportive ad essa compatibili, con i Progetti CAI-Scuola e CAI-Giovani fatto di corsi di avvicinamento e/o perfezionamento. Da segnalare inoltre, i Convegni Tematici, gli Incontri Culturali, le gare sportive e la fattiva collaborazione con il CNSAS. Altresì, da evidenziare la stretta collaborazione con le altre Associazioni Locali.

A tutt’oggi, che compie il 40° dalla Fondazione, una Sezione Giovane e proiettata nel futuro.

 

Questa, in breve, la nostra storia, …… certamente una piccola storia, se confrontata con i 150 anni del Club Alpino Italiano o millenaria del nostro Paese. Ma è la storia di un Gruppo di Uomini e Donne che sotto l’egida di questa Associazione hanno saputo trovarsi, riunirsi e confrontarsi. Una piccola storia che onora sia il CAI che la Città di Farindola.

 

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