18 Gennaio 2017 -

18 gennaio ore 16.59 Disastro di Rigopiano

Tutti hanno avuto modo di vedere Farindola proiettata a livello internazionale sui media per la vicenda di Rigopiano.
Molte cose sono state dette alcune vere ed altre false, molti sono stati i tecnici che si sono cimentati sulla valanga che ha distrutto l’hotel Rigopiano.
Mi rammarico per il fatto che mentre venivano estratti i corpi delle povere vittime che non sono stati fortunati come gli undici amici estratti vivi, infuriava la polemica su tutto ciò che girava intorno Rigopiano.
Si è parlato di abuso edilizio, di hotel costruito su una conoide detritica di altre valanghe e quindi in dispregio di tutte le regole di sicurezza e così via.
Tutte le voci che potevano dire una parola di verità. poichè esperti del territorio, sono state collocate in trasmissioni fuori dalle fasce di grande odiens tv.
Si è creato quindi un grande equivoco sulle dinamiche, sul posto e sull’hotel.
Non volendo passare davanti a nessuno mi permetto di portare il mio modesto pensiero, in attesa che la magistratura faccia il suo corso.

Prima considerazione.

Il rifugio Rigopiano fu costruito sui ruderi della chiesa Benedettina di Santa cecilia risalente al nono secolo.

Seconda considerazione.

Valanghe di quella portata noi sul territorio di Rigopiano non ne abbiamo mai avute.
Infatti il bosco che è stato abbattuto nella corsa della valanga aveva faggi pluri centenari.

Terza considerazione.

E’ stato detto che l’hotel è stato costruito su di una conoide detritica, in parte è vero ma solo nella parte terminale e laterale, tuttavia se si riprende la prima considerazione dovremmo affermare che i padri benedettini non sapevano costruire.

Quarta considerazione.

Credo sia meglio lasciare alla magistratura le evidenze di abusivismo edilizio adombrate sull’hotel Rigopiano.
Tuttavia sono a conoscenza di tutto l’iter burocratico e della sua fine.

Considerazione finale.

Già il giorno 19 Gennaio ebbi a dichiarare alla emittente nazionale, rainews24, che tale evento era da considerarsi anomalo poichè, mi ero consultato con gli esperti del territorio per conforto alle mie conclusioni, come già detto, un evento di questo tipo, secondo la mia conoscenza, era stato il frutto di più eventi straordinari messi insieme dal caso.
Infatti, come spiegato dal perito della procura di Pescara che ha indagato, la neve è stata particolare e come definita dal perito…”una neve pesante tipica delle Alpi e non degli Appennini” quindi neve pesante.
La quantità non è stata eccezionale, a memoria d’uomo si ricordano nevicate più copiose sul nostro territorio.
La vera eccezionalità è stata la concomitanza delle scosse del terremoto susseguitesi e la qualità della neve.
Le scosse hanno generato un “nevemoto” termine che è stato coniato da un profondo conoscitore del nostro territorio, e questo nevemoto ha fatto si che oltre la valanga ci sia stato anche un notevole quantitativo di terra che investito l’hotel provocandone la distruzione.
Mi ripeto, queste sono mie conclusioni e mi rimetto alla magistratura per le conclusioni dell’indagine in corso.
Allego le foto del disastro effettuate in occasione della commemorazione e di una escursione per valutare la fruibilità dei sentieri che attraversano il tracciato della valanga valutazione che rimetterò al sig. Prefetto per le deduzioni che sua Eccellenza riterrà opportune.